Torbido Siri, del mio mal superbo, or ch’io sento da presso il fine amaro…
FAVALE, LA TRAGEDIA DEI MORRA: ISABELLA UCCISA DAI FRATELLI NEL CASTELLO
Nel Cinquecento, tra le mura del castello di Favale – oggi Valsinni – si consumò un delitto destinato a lasciare un segno nella storia letteraria italiana. Vittima fu la giovane poetessa Isabella Morra, assassinata da tre dei suoi fratelli.
Il padre, Giovanni Michele Morra, barone del feudo, si era schierato con la Francia di Francesco I nella guerra contro la Spagna di Carlo V. La sconfitta francese gli costò l’esilio, lasciando la famiglia in una posizione di isolamento e tensione.
Isabella, tra i figli prediletti e tra i pochi a ricevere un’istruzione accurata insieme al fratello Scipione, si dedicò alla poesia. Colta e sensibile, visse però una condizione di solitudine nel castello lucano. L’accusa di una presunta relazione con il nobile spagnolo Diego Sandoval de Castro divenne il pretesto per la vendetta familiare: tre fratelli la uccisero brutalmente. Il corpo non fu mai ritrovato.
A sopravvivere furono le sue liriche, segnate da un profondo senso di dolore e isolamento. Agli inizi del Novecento il filosofo Benedetto Croce ricostruì la sua vicenda attraverso le fonti storiche, restituendo alla giovane poetessa un posto nella storia del Rinascimento italiano.

